Pensieri, all'alba

Scritto
sabato 5 aprile 2014 alle ore 21.06

Ore 5:30.
E' l'ora in cui il mio corpo decide autonomamente che non è necessario riposare oltre. Da qualche mese mi capita sempre più spesso.
Nel giro di pochi secondi il mio cervello è sotto assedio da un esercito di 10.000 pensieri: una mail importante a cui non ho ancora risposto e quelle dannate scadenze di lavoro ormai pericolosamente imminenti; l'iscrizione di mio figlio alle scuole medie, l'assicurazione dell'auto, quel collega che proprio non mi riesce di farmi andare simpatico, l'appuntamento con gli amici che non ho ancora confermato.
Le pareti della camera dei bambini che sono di nuovo da imbiancare, il rubinetto della doccia che non ho mai voglia di cambiare.
Il mutuo che non finisce mai, il faro della macchina che continua a fulminarsi, e le mille cose che vorresti fare per le quali non trovi mai il tempo.
Insomma, il classico turbinio di pensieri in grado di spazzare via qualunque tuo buon proposito di rifugiarti nel più confortevole mondo dei sogni.
E' quello il momento in cui il tepore delle lenzuola si trasforma in un torpore opprimente.

In un attimo ti ritrovi nella frescura di un mattino di inizio primavera. La notte è pronta a passare il testimone ad un nuovo giorno.
Mentre corri, lentamente tutto si fa più chiaro, e la calda luce del mattino torna ad illuminare le strade che in questo preciso momento sono solo tue e di pochi altri personaggi.
Scene di un film senza fine che si ripetono giorno dopo giorno che scorrono davanti ai tuoi occhi: una giovane mamma che porta dalla suocera la sua piccola ancora addormentata.
L'impiegato vestito di giacca, cravatta e sigaretta che porta a spasso il cane.
Il pensionato che esce di casa per passare prima dal bar, ed essere in pole-position nella fila in posta.

Quando sei uscito di casa ti è sembrato assurdo aver abbandonato il calore delle tue lenzuola. Ora non è più così strano.

Il fatto è che non puoi mai sapere quanta voglia hai di correre finché non muovi il primo passo.
Ma solo quando hai fatto il primo passo, ti rendi conto che era tutto quello di cui avevi bisogno.

La tua mente è ora incredibilmente sgombra; un unico pensiero vaga sereno e in armonia col resto del corpo.

Correre seguendo il ritmo del proprio respiro.
Rallentare di fronte all'affanno, fermarsi dinnanzi alla stanchezza, accelerare solo quando si è davvero riposati.
E' un vero peccato che nella vita reale non lo facciamo mai.