Una storia da runner qualunque

Scritto
giovedì 27 febbraio 2014 alle ore 23.08

Non sono mai stato un grande atleta. Anzi, diciamocela tutta, in realtà sono sempre stato un gran pippone.

Durante le scuole elementari ero quello che arrivava tra gli ultimi ai "giochi della gioventù" (i giochi della gioventù... chissà che fine hanno fatto?).
Arrivato alle medie e poi alle superiori, partecipavo alle partite di basket della squadretta del mio paese: io ero quello che quando segnava 4 punti (=due canestri), era contento perchè era convinto di aver fatto una "gran partita".
Mi ricordo benissimo di quel sabato del febbraio del 1991: Monticello Brianza - Olgiate Molgora, partita finita 68 - 65.
Io segnai 7 punti. Tre canestri ed un tiro libero. Un vero trionfo.
La sera, i miei genitori invitarono vicini e parenti per festeggiare la grande prestazione che manco ai mondiali dell'82.

Poi è arrivata l'università, e tra fatiche, dolori, sudori e consistenti dosi di maalox, sono arrivati anche i primi anni lavorativi, il matrimonio ed il primo figlio. Non proprio in quest'ordine, ma questa è un'altra storia.
Pur riconoscendo a me stesso di essere il solito pippone di sempre, mi ritrovo ad organizzare le partite di calcetto a 5 con i soliti quattro amici sgangherati dei tempi del liceo.
Ore 21 al palazzetto: mai uno che fosse puntuale, cazzo! Ore 22.30 in birreria, tutti puntualissimi!
Oddio, a dirla tutta c'era sempre qualcuno che dalla birreria passava anche prima del palazzetto, ma anche questa è un'altra storia.

Non credo esista uno sport più estremo del calcetto a 5.
Paracadutismo, parapendio, alpinismo, subacquea, downhill, motociclismo... nulla in confronto alla pericolosità del calcetto a 5.
Metti insieme 10 amici scarsissimi, che passano 10 ore seduti alla scrivania con davanti un computer.
Ecco, vestili di tutto punto e fai due squadre... li trasformerai in gladiatori della peggior specie assetati di sangue.
A nulla servirà leccarsi le ferite. Almeno fino al venerdì successivo, quando lo spettacolo continuerà a ripetersi identico per tutti i venerdì dell'anno.
Detto tra noi, del calcetto tutto sommato non ce n'è mai fregato nulla. Fondamentale è invece l'appuntamento in birreria subito dopo la partita.
Ah... quanto è buona la birra dopo che te le sei date di santa ragione! E se hai le caviglie rotte ed i legamenti andati, la birra diventa la cosa più gustosa che esista al mondo.
Roba da matti... e anche un po' da alcolisti, ecco!

Superati poi i 30 anni, l'arrivo del secondo figlio, 15 kg in più, ed un paio di protrusioni cervicali di troppo, un giorno ti rendi conto che non è più il caso di andare avanti con questo eccidio.
E' proprio allora che la fai finita col calcetto e ti dai appuntamento direttamente in birreria. Tibia, perone, tarso e metatarso uno ad uno ringraziano, il fegato un po' meno...
Nel frattempo maturano le passioni di sempre, e se ne aggiungono di nuove.
Così come matura sempre di più il giro-vita, e si aggiungono sempre nuove protrusioni; nuovi dolori articolari e rumori inquietanti pervadono gran parte dei tuoi movimenti. I capelli bianchi non passano piu inosservati come qualche anno prima.
Tutto ad un tratto ti ritrovi ad essere uno che scricchiola. Il tuo corpo è croccante come il pane appena sfornato (cit.)

Poi arriva un giorno, uno come tanti, in cui ti svegli e ti accorgi che nella tua vita sta per scattare qualcosa. E non è il solito "clok" che senti alla zona lombare quando ti pieghi per allacciarti le scarpe...
Beh, quel giorno ti svegli, e riconosci a te stesso che così non puoi più andare avanti e che ti fai semplicemente schifo. Ti viene in mente quell'articolo scritto da quei terroristi della salute, che dice che il rischio di incorrere in malattie cardio-vascolari aumenta in modo drammatico subito dopo i 40 anni... e a te mancano pochissimi anni prima di arrivare ai 40, cazzo!
Da buon ipocondriaco quale sei, ti viene da piangere e prometti a te stesso che la tua vita cambierà per sempre! Ma a partire da lunedì prossimo!
Questo ciclo si ripeterà per almeno i prossimi due anni.

Finalmente per la quarta o quinta volta arriva quel giorno, ma stavolta c'è qualcosa di diverso. Lo senti. Non riesci proprio più ad allacciarti le scarpe, cazzo!
Adesso basta! Davvero! Non aspetti il lunedì successivo... anche perchè è già lunedì ed il giorno prima sei andato a sfondarti nella solita trattoria dove vai ormai da anni a partire dalla tua prima comunione!
Quel pomeriggio stesso vai a correre; parti con 15 minuti, che ti lasciano dolori postumi per una settimana.
Una volta recuperato, ritorni a correre e pian piano arrivi a 25, 30, 40, 45... addirittura 50 minuti e magicamente i giorni per il recupero scendono a tre.
Quando il tuo cronometro segna per la prima volta i 60 minuti, ti viene da piangere dalla gioia; poi svieni.
E' a quel punto che cominci a contare anche i chilometri.
La bilancia diventa un appuntamento fisso delle 7 del mattino, subito dopo la "seduta di gabinetto".
Mentre la lancetta dei minuti della tua corsa aumenta, quella della bilancia cala.
Ti sembra di vivere un'alchimia.

Dopo il matrimonio di tua sorella, nelle cui foto quella taglia 54 ti stava proprio male, finalmente riesci a rientrare nella 48; ti viene di nuovo da piangere e per festeggiare vai a sfondarti di pizza e birra!
Ma che te ne frega... tanto l'indomani vai a correre!
Arriva il giorno in cui corri per la prima volta i 10 km in meno di un'ora. La scena si ripete: prima piangi, poi svieni.
Da vero e proprio pippone ti laurei a vero "runner"; sia chiaro, tu rimani sempre un gran pippone... è inutile che ci prendiamo in giro... ma te la tiri manco fossi Stefano Baldini alle olimpiadi di Atene del 2004.
Inevitabilmente cominci a contare le calorie che ingerisci e quelle che consumi. E' un passaggio obbligato. Lo fanno tutti i veri runner. Cominci a calcolare di tutto: BMI, metabolismo basale, fabbisogno calorico giornaliero, indice di massa corporea, calorie, carboidrati, proteine, grassi, girovita, girocollo, girofianchi. Nel frattempo alla tua famiglia girano le palle. All'inizio hai cominciato a correre per dimagrire. Adesso vuoi dimagrire per correre. Non l'avete capita?
Questa frase non è mia... quindi mi spiego meglio... provate a fare anche un solo chilometro di corsa con uno zaino che pesa 10 kg. Faticoso, non trovate?

Il tempo passa e tu continui a macinare chilometri su chilometri.
Senza accorgertene ti ritrovi a consultare le prime tabelle di allenamento.
Le tabelle...
All'inizio le guardi con diffidenza, poi ti rendi conto di non poterne più fare a meno.
Quando ti sembrerà assurdo andare a correre senza aver prima pianificato la tua sessione utilizzando una tabella, beh, quello è il momento in cui forse è il caso di andare a farsi vedere da un bravo psicologo!
No... scherzo!
Tempi, km, passo medio, velocità, ripetute, lunghi, lunghissimi, progressivi, salite brevi... ormai tutto ruota attorno a queste semplici parole.

Gli altri cominciano a guardarti con diffidenza.
"Sei pazzo" è la frase che ti senti dire più spesso. I familiari, gli amici, i colleghi, tutti pensano che tu sia un disadattato, uno con problemi, uno con chiari segni di forte disagio mentale... e forse non hanno tutti i torti!
Ma come tutti i pazzi, tu non ti senti tale, ti senti semplicemente "DA DIO"!
Non sei mai stato così in forma, così attivo, così pieno di energia!

Ah... potere delle endorfine! Nicotina, marijuana, cocaina, eroina, anfetamine... nulla in confronto alla dipendenza che danno le endorfine!
Ma come in tutte le cose belle, prima o poi, inevitabilmente arriva anche il giorno in cui la carcassa che ti porta in giro si rompe.
Fa parte del gioco: una storta, uno strappo, una contrattura o semplicemente le tue care amiche protrusioni che ogni tanto ti ricordano che ci sono anche loro.
Allora sono guai: cominci a vagare per il mondo cercando ogni scusa pur di fare due passi, ma ti fa male cacchio, e più di tanto non puoi proprio fare.
"Devi riposarti" ti dicono tutti, ma vallo a dire al bisogno di endorfine che circola nel tuo organismo.
Talvolta capita anche che l'infortunio ti costringa ad uno stop prolungato che può durare anche qualche mese.

Tranquillo, prima o poi ti riprendi, e allora ti scopri a voler osare di più.
Come un tarlo, un pensiero si insinua fisso nella tua mente ormai completamente deviata. La maratona prima dei 40 anni!
42.195 metri di pura sofferenza!
Sicuramente è quello di cui hai bisogno per curare il tuo enorme disagio mentale.
Però siamo realisti, la maratona forse è un po' troppo. Anche per un subnormale come te.
Tant'è che hai iniziato con la tabella di allenamento per la maratona e ti sei infortunato alla seconda settimana... e le settimane sono 16! Sei proprio un pippone!
Allora decidi di cominciare con qualche mezza e di provare a vedere come va....

(to be continued... almeno fino al prossimo infortunio)
(dedicato a tutti quelli che sanno che non vinceranno mai una gara, ed il cui unico avversario è quel tizio ogni giorno più vecchio che incrociano tutte le mattine al di là dello specchio... ho fatto pure la rima, tiè!)