Dal RAW al JPG: il mio workflow per l'elaborazione delle immagini

Scritto
mercoledì 29 maggio 2013 alle ore 22.06

Qualche volta capita che conoscenti ed amici chiedano qualche consiglio su come gestire ed elaborare le immagini prodotte con la propria fotocamera digitale: in termini tecnici, il workflow per l'elaborazione delle immagini digitali.
L'articolo che segue non è un tutorial di sviluppo dei file RAW, ma semplicemente una "guida" di quello che può essere uno dei tanti "workflow". Nel corso degli anni infatti, mi è capitato più e più volte di modificare il mio modo di sviluppare e archiviare i miei file RAW, affinando di volta in volta la tecnica, le mie conoscenze e lo stile.
Si tratta dunque di una sorta di infarinatura di quello che è un processo lungo e complesso; quello che è richiesto è che sappiate usare Adobe Photoshop almeno il minimo indispensabile. Per spiegazioni più dettagliate... rimanete collegati perchè prima o poi arriveranno!

Cominciamo con il dire che tutti i miei scatti sono in formato RAW: è inutile spiegare in questa sede quali siano i vantaggi dell'utilizzo del RAW rispetto al JPG in quanto in rete troverete moltissimo materiale a riguardo.
Il mio personalissimo punto di vista è che, per chiunque possegga una fotocamera REFLEX, il formato RAW non sia un'opzione, ma un vincolo! Almeno per quanto riguarda la fotografia naturalistica, di paesaggio e documentaristica.
Analizziamo passo dopo passo tutte le fasi.

Fase uno: download delle immagini

Scarichiamo le immagini contenute nella scheda di memoria sull'hard disk del nostro personal computer. Per far questo io utilizzo il software Canon in dotazione il quale mi da la possibilità di scegliere la cartella ed il nome del file.
La struttura scelta da me è molto semplice: nella cartella FOTO, ho una prima suddivisione per tema: escursioni, subacquea, viaggi, famiglia, mtb ecc.
All'interno di ciascuna cartella inserisco la cartella con le nuove foto nominandola in questo modo
2013 05 31 - Grigna Meridionale
oppure
2013 04 25 - Viaggio in Baviera
I file in essa contenuti avranno questa nomenclatura: grigna_meridionale_12345 oppure viaggio_baviera_67890.
Non eliminate immediatamente le foto appena scaricate dalla scheda di memoria, ma aspettate di aver effettuato almeno un backup!

Fase due: prima selezione

Una volta che ho scaricato tutte le foto, procedo con una prima scrematura eliminando le immagini realmente "sbagliate" che a mio avviso sono assolutamente irrecuperabili (sfocati, sovra o sotto esposizioni senza possibilità di correzione, foto doppie, inquadrature irrimediabilmente scorrette).

Fase tre: seconda selezione

Dopo questa prima scrematura, procedo con la selezione delle immagini che intendo realmente sviluppare, posizionandole in una sotto-cartella denominata RAW: durante questa seconda selezione cerco di essere un po' più indulgente rispetto alla prima, salvando anche quegli scatti che non mi convincono fino in fondo.
Tutto ciò che rimane fuori, lo sposto in un'altra sottocartella denominata RAW_SCARTO. I file presenti in questa cartella vengono comunque archiviati: difficilmente verranno utilizzati, ma non si sa mai!

Fase quattro: estrazione dei TIFF

A questo punto, utilizzando il software Canon Digital Photo Professional (DPP), procedo con l'esportazione dei file TIFF. Vediamo velocemente come. Apro la prima immagine ed azzero tutti i parametri del RAW (esposizione, contrasto, saturazione, nitidezza) e lascio inalterati quelli RGB: in poche parole lascio l'immagine così come è stata catturata dal sensore. Agisco sul parametro dell'esposizione abbassando o alzando di mezzo od uno stop, solo se ho sbagliato l'esposizione e sono "costretto" a recuperare l'immagine perchè particolarmente significativa.
. Copio ed incollo questa impostazione su tutti i file RAW contenuti nella cartella.
Con il comando batch, procedo con l'esportazione di tutti i file TIFF a 8 bit, posizionandoli in una sotto-cartella denominata TIFF.
Al termine, nella mia cartella di esempio 2013 04 25 - Viaggio in Baviera, dovrei avere 3 sottocartelle denominate: RAW, RAW_SCARTO e TIFF.

Fase cinque: sviluppo dei TIFF (post-produzione)

Questa è la fase più difficile, la più lunga, ma al contempo quella più interessante dal punto di vista del fotografo. Per analogia, si dice che la fase di post-produzione rappresenti a tutti gli effetti la camera oscura digitale. E' la fase in cui vedrete letteralmente "maturare" le vostre immagini!
Il software da me utilizzato è Adobe Photoshop.
Dopo aver aperto la vostra immagine le operazioni da compiere sono le seguenti (ovviamente non tutte sono necessarie per ogni immagine):
1) Ruota (Rotate) per correggere immagini eventualmente storte
2) Ritaglio (Crop) per correggere eventuali errori di inquadratura
3) Livelli; lo strumento "Livelli" di Photoshop è molto flessibile e vi da la possibilità di compensare l'esposizione e di regolare il contrasto.
4) Curve; se non siete ancora soddisfatti, potete integrare con lo strumento "Curve". Io personalmente utilizzo le selezioni predefinite, ma potete tranquillamente agire in modo del tutto personalizzato.
5) Bilanciamento Colori (Color Balance); passiamo ora alla regolazione dei colori e del bilanciamento del bianco. Attraverso lo strumento colori, potete regolare le varie tonalità dei colori (ad esempio, "scaldare" o "raffreddare" un'immagine a seconda delle vostre esigenze).
6) Saturazione (Saturation); regoliamo la saturazione solo se necessario per caricare ulteriormente i colori
7) Luci/Ombre (Shadows/Highlights). Se necessario, regoliamo le ombre e le alte luci con lo strumento Shadow/Highlights
8) Nitidezza (Sharpening); ultimo, fondamentale step, la regolazione della nitidezza. Io utilizzo lo strumento Smart Sharpen che a mio avviso è quanto di meglio di possa richiedere ad un software per regolare la nitidezza di un immagine. Una volta che avrete capito quali siano le regolazioni standard per i vostri scatti, utilizzate più o meno sempre quelli.
Complimenti, avete finito.
Salvate infine il vostro file TIFF e proseguite con la prossima immagine. Il file TIFF ha l'unico inconveniente di avere una dimensione considerevole, ma vi da la possibilità di salvare più e più volte le vostre regolazioni senza influire sulla qualità dell'immagine in quanto non vi è compressione. Inoltre, se utilizzate i layer di Photoshop, è in grado di salvare tutte le informazioni relative ad essi.

Fase sei: preparazione dei JPG per la stampa / per il web / per uno slideshow

Una volta completata l'elaborazione di tutti i file TIFF, dobbiamo scegliere come esportarle in JPG a seconda contesto in cui ci troviamo. Per questa fase mi avvalgo dello stumento Azioni di Photoshop. Ho creato una serie di azioni per l'estrazione dei JPG a partire dai TIFF che sostanzialmente eseguono le seguienti operazioni:
1) Resize per il web 1200x800 px, oppure 1920x1080 px per gli slideshow, nessun resize per la stampa
2) Seconda passata di Smart Sharpen (con parametri di gran lunga inferiori rispetto a quelli della prima passata) in caso di resize
3) Applicazione della Firma (solo per il web)
4) Esportazione in una cartella temporanea

Fase sette: terza ed ultima selezione

A seconda di quale sia l'obiettivo, seleziono le immagini che realmente mi saranno utili. Dopo averle utilizzate, i JPG vengono eliminati dal PC in quanto assolutamente inutili e facilmente recuperabili.

Fase otto: backup

Sembra scontato, ma non sempre ci si pensa! Non dimenticate MAI di effettuare il backup delle vostre immagini. Io normalmente effettuo un backup incrementale dopo ogni sessione di elaborazione (tipicamente una volta alla settimana) su un hard disk esterno. Più o meno mensilmente effettuo un ulteriore backup completo su un secondo hard disk esterno.
In totale ho tre distinte copie di tutte le mie immagini.
Non vi sentite ancora sicuri? Avete ragione, ma per questo c'è solo la divina provvidenza... oppure un backup remoto utilizzando qualche servizio di Cloud, ma le performance della rete non sono ancora sufficientemente soddisfacenti, ed i costi ancora troppo alti!

Il risultato di tutta questa elaborazione ha i suoi vantaggi / svantaggi. I principali vantaggi sono che si hanno a disposizione sempre in qualunque momento sia le immagini originali, sia quelle elaborate (che sono poi quelle su cui abbiamo speso più tempo). Il formato TIFF ci assicura poi un'estrazione in formato JPG alla risoluzione che più ci fa comodo senza perdere in qualità.
Lo svantaggio è principalmente l'occupazione dello spazio disco: i miei RAW arrivano a pesare 10/13 MB, i TIFF anche 60/70 MB, ma con i costi e le dimensioni attuali degli hard disk portatili, questo non costituisce alcun problema.