Le immersioni
Quando sono partito per questa vacanza, vivevo in un misto di curiosità e timore
in vista delle mie prime immersioni senza i fidati istruttori con cui avevo fatto
il corso per il brevetto sub. Dopo un po’ di ricerca su internet la scelta del diving
è caduta su FRALOMAR visto che su diversi forum
se ne parlava molto bene. Mai scelta fu più azzeccata devo dire! Con loro ho fatto
tre splendide immersioni nelle acque cristalline di capo Spartivento: due ai faraglioni
ed una al faro
Il diving, ottimamente gestito da Francesco Carrara, è situato al porto di
Calaverde a Santa Margherita di Pula. L’organizzazione prevede al mattino
le immersioni "avanzate", mentre al pomeriggio sono previste immersioni adatte anche
ai primi grado. Ottimo per chi come me deve comunque organizzarsi con la famiglia!
Non tutto però è andato nel migliore dei modi purtroppo. Ho avuto la malaugurata
idea di provare un altro diving (visto che mi trovavo nei pressi di porto tramatzu).
Non l’avessi mai fatto!!! Il diving in questione è quello che si trova presso lo
stabilimento balneare di Porto Tramatzu di fronte all’isola rossa.
Il problema è che ho rischiato di farmi un’immersione ALLA RUGGINE. Cose
da matti! Appena tuffatomi in acqua tramite giravolta una porcheria marrone è uscita
da entrambi gli erogatori; a dirla tutta due o tre respirate mi sono finite anche
in gola. Ovviamente l’immersione è stata immediatamente abortita. Come se non bastasse
mi son ritrovato gli erogatori praticamente nuovi (primo ed i due secondo stadio)
ed il corrugato del GAV pieni di quella schifezza marrone.
A voler tirare fuori qualcosa di buono da tutta l’esperienza diciamo che mi è servito
in quanto ho imparato in una volta sola tutte queste cose che in 9 mesi di corso
non ti insegnano:
1) Prima di affidarsi ad occhi chiusi ad un diving/istruttore fare una ricerca sul
web (a mio modesto parere in questo mondo questa gente qui dura poco per fortuna
proprio grazie al WEB)
2) Star lontani dai diving “improvvisati” sulla spiaggia
3) Guardare bene stato e livello di bombole e compressori
4) Star lontano dagli istruttori che neanche ti chiedono il brevetto ed il tuo livello
di esperienza (numero di immersioni, tipologia, quota max, ultima immersione)
5) Denunciare alla capitaneria di porto simili disavventure
A parte questa brutta avventura, sono comunque riuscito a portare a casa qualche
ricordo fotografico che vi invito a visionare nella piccola
foto-gallery subacquea