Immersione a Framura - Porto

Nonostante le quote assolutamente non impegnative affrontabili da tutti i sub, esperti e non, Framura offre sempre un'immersione interessante sia per il paesaggio che per gli incontri che spesso si riescono a fare.


Logbook

Immersione n. 142 del 02/04/2017
Profondità: 15 metri | Tempo: 0.31

Battesimo del mare di Simone

Immersione n. 134 del 05/04/2014
Profondità: 13 metri | Tempo: 0.19

Immersione con visibilità nulla.

Immersione n. 27 del 17/04/2011
Profondità: 15 metri | Tempo: 0.36

Immersione rilassante con Mauro e Luca. Molto meglio di quella del mattino. Scattato molte foto

Immersione n. 26 del 17/04/2011
Profondità: 15 metri | Tempo: 0.24

Immersione didattica. Molti errori: uscita sbagliata, risalita troppo veloce, incomprensioni. Da pianificare meglio.

Immersione n. 24 del 27/03/2011
Profondità: 16 metri | Tempo: 0.34

Stessa immersione dello scorso anno. Poca visibilità; visto nudibranchi, giglio di mare, polpo in sosta di sicurezza. Giornata pessima dal punto di vista meteo.

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Immersione n. 1 del 01/05/2010
Profondità: 17 metri | Tempo: 0.33

Finalmente ci siamo! Dopo un inverno passato in piscina, eccoci finalmente alla prima vera immersione in mare: siamo a Framura, l'immersione partirà dalla riva, la profondità massima di 16/17 metri circa.
Scendiamo al porticciolo; non si potrebbe, ma lo fanno tutti e non c'è nessuna barca che entra o esce. Il mare è poco mosso, la temperatura gradevole ma non fa proprio caldo, anzi...il cielo è coperto: le previsioni danno brutto, ma per ora va bene così.
Inizia la vestizione. Mamma mia che fatica infilare la semistagna...check dell'attrezzatura e scendo in acqua per provare la pesata. Benedico chi mi ha consigliato la muta; l'acqua è a 17 gradi ma sto benissimo! Otto kg non mi bastano, ne aggiungo un altro che scoprirò solo dopo essere in eccesso: non avevo sgonfiato bene il GAV!
Entrano a turno tutti, ci mettiamo in cerchio, ricordiamo velocemente cosa faremo e poi partiamo alla volta del punto di immersione. Ultimo controllo e....
...e....
ok, sono sotto, sto respirando...gli erogatori fanno il loro dovere...questo è confortante...sono emozionato, eccitato, teso quanto basta.
Io e il mio compagno Luca ci guardiamo costantemente, la visibilità non è eccezionale ma è comunque bellissimo! Tutti seguiamo Stefano, la nostra giuda per oggi.
Stiamo costeggiando la parete, ogni tanto guardo il profondimetro, segna prima 5 poi 6, poi 8 metri, poi 10.
A questo punto ho il primo attimo di riflessione razionale, fino ad adesso ho agito senza pensare a quello che stavo facendo: sento che è arrivato il momento di guardare verso la superficie
...
...
Mamma mia che bello! La luce del sole che entra leggera attraverso l'acqua disegna delle forme strane sulla sua superficie; tutto è più o meno come me l'ero immaginato da sempre ma cavolo... adesso ci sono dentro ed è bellissimo!
Sento la pressione intorno a me, la muta che si appiccica al corpo, il GAV che si restringe, compenso maschera ed orecchie. Ho un momento di... non so definirlo... panico, paura, smarrimento...
Riacquisto un po' a fatica il controllo della situazione e del mio cervello che non so esattamente a cosa stia pensando: sento in lontananza una parte di lui che sta dicendo che bisogna uscire, che quello non è il mio posto... anzi no.. sta proprio urlando "ma tu che cazzo ci fai qui?!". Cerco di non pensarci!
Stefano mi chiede quanta aria ho; segno 130 atm e intanto penso "respira con calma, imbecille!".
Ci fermiamo un attimo per ricompattare il gruppo e qui scatta finalmente qualcosa. Ci siamo tutti, Stefano fa una foto a me e a Luca al di sotto di una parete. Dopo la foto accende la sua torcia e ci illumina delle margherite di mare. Finalmente mi rilasso; andiamo avanti e notiamo una prateria di posidonia nella quale cominciamo a vedere un po' di vita: stelle marine e qualche persce di cui non ricordo il nome.
Incontriamo un altro gruppo di subacquei che ci passano sopra; faccio per la prima volta i conti con il fatto che qui lo spazio è veramente tridimensionale e che ti devi guardare intorno in tutte le direzioni compreso sopra e sotto. Senza capire esattamente come, comincio a godermi l'immersione: mi avvicino alla parete, guardo all'interno dei buchi tra gli scogli, con Luca cominciamo a chiamarci per far notare all'altro ciò che uno vede.
16 metri. Siamo al fondo del nostro giretto è ora di tornare indietro. Adesso sono tranquillo. Prima di risalire di qualche metro per percorrere la parete al contrario dedido per la seconda volta di guardare verso la superficie ed è qui che ho la "visione" che credo mi resterà impressa per molto tempo. La superficie non si vede più, solo un bagliore molto forte ma non accecante, una nuvola di castagnole in controluce nuota proprio sopra la mia testa a circa 4 metri da me; alla base di questa ipotetica fotografia che imprimo a fuoco nella mia mente, la parete sulla quale un branco di salpe sta brucando sugli scogli.
Sulla via del ritorno c'è ancora spazio per altri piacevoli incontri: una piccola murena, ancora le salpe e un'infinità di ricci e stelle marine. Stefano ci fa anche notare un anemone ed uno spirografo.
Alla fine arriviamo al punto di partenza, sosta di sicurezza e riemersione sulla cordicella del pedagno. Dopo 33 minuti la testa è di nuovo fuori dall'acqua...lentamente ci avviciniamo alla riva e le sensazioni ed i sentimenti ritornano come prima di entrare in acqua ma quell'immagine...com'è difficile cancellarla dalla memoria...

La frase: è stata la più bella immersione della mia vita