Guide escursionistiche - La pianificazione
Chiariamo subito un concetto: una bella gita in montagna comincia qualche giorno
prima a casa. Libri, riviste specializzate, cartine escursionistiche e (risorsa
più che mai valida ed aggiornata) il web, sono utilissime fonti di informazione
che possiamo consultare prima di partire. Il fatto di conoscere a grandi linee cosa
andremo ad affrontare in termini di difficoltà e che cosa andremo a vedere in termini
di conoscenza e consapevolezza dei luoghi è uno degli elementi a cui tengo maggiormente
quando mi appresto ad andare in montagna.
Le informazioni minime che servono a pianificare un'escursione sono: partenza e
arrivo, quota massima, dislivello in salita, tempo stimato di salita, la difficoltà,
la necessità di attrezzature particolari, le condizioni del percorso (sopratutto
in presenza di neve o ghiaccio), la presenza di punti di appoggio (rifugi, malghe,
alpeggi), il meteo.
Una volta scelta la meta ed il percorso più adatto alle nostre capacità, cerchiamo
per quanto possibile di attenerci al programma: il modo più comodo per essere
"pronti" per un'escursione è quello di portare con se una relazione stampata
(a meno che non siate dei pionieri qualcun altro prima di voi ci è già stato) o
quantomeno una cartina (che dovrete saper leggere ovviamente!). La cartina
dovrà essere necessariamente escursionistica (l’atlante stradale non serve,
lasciatelo pure in macchina): quelle in scala 1:25.000 sono in assoluto le più affidabili
solo che purtroppo non sono disponibili per tutte le zone. La carta 1:50.000 è il
minimo sindacabile per avere le giuste informazioni che servono in montagna.
Una volta sul posto potete chiedere poi agli abitanti del luogo o ad altri
escursionisti che sicuramente incontrerete; il rifugista (dove è
presente il rifugio) è la persona che meglio di altri sarà in grado di aiutarvi.
Una relazione, per quanto ben fatta, non potrà mai tenere conto dei cambiamenti
(naturali ed artificiali) che necessariamente sussistono con il passare del tempo.
Nel caso di percorsi particolari (su neve, attraversamento fiumi e torrenti, luoghi
soggetti a frane e smottamenti) è utile avere informazioni aggiornate. Sui percorsi
più impegnativi, se non siete molto esperti è utile farsi guidare da qualcuno (anche
un amico). Inoltre, a meno che non siate preparati, evitate di avventurarvi in percorsi
improvvisati. Non tutti i sentieri sono segnalati a dovere: in montagna possiamo
trovare dai percorsi ben segnati a tracce di sentiero le cui uniche
indicazioni sono bolli colorati o i classici ometti in pietra.
Ultimamente, come potete notare dalle schede delle escursioni, faccio molto uso
del sistema GPS. In realtà si tratta di un software GPS installato sul mio
telefono cellulare. In questa sezione ci sarà sicuramente spazio per una guida ad
hoc su questo sistema; non è fondamentale e forse toglie addirittura un
po' di quello spirito di avventura che si prova quando si va solo con cartina alla
mano, ma devo dire che è comunque molto divertente poter seguire il proprio percorso
in diretta dal satellite. Questi sistemi danno poi la possibilità di scaricare
i dati su un computer e rivedere a posteriori la propria escursione in termini di
tempi, dislivelli, e addirittura caricare il percorso su Google Maps.
Programmate le vostre escursioni nelle prime ore del giorno. Soprattutto
nella stagione estiva sono frequenti temporali ed acquazzoni a partire dalle prime
ore pomeridiane.
Per gli escursionisti fotografi consiglio di osservare attentamente le foto
di ci è già stato per farsi un’idea di quali possano essere i punti di maggior interesse
fotografico e le inquadrature migliori. Se avete un'attrezzatura completa reflex
vi troverete costretti a fare alcune scelte su cosa portare e su cosa lasciare a
casa. Anche per questo dedicherò una sezione ad hoc.
Se state organizzando un’escursione di gruppo, dovrete tenere conto delle
capacità e delle aspirazioni di tutti, trovando il giusto compromesso a favore sia
di chi non è abituato a questo tipo di attività, sia a favore di chi invece si aspetta
di vedere un bel posto ed è disposto a faticare un po’ di più. Aggiungo che, ahimè,
spesso le cose più belle sono raggiungibili se non dopo ore ed ore di cammino! Io
normalmente utilizzo questa formuletta: 300 metri di dislivello sono circa 30/45
minuti di cammino fatti a passo normale. Per una persona che non è mai andata in
montagna sono consigliabili al massimo 300/400 metri, non di più. Per chi è invece
già abituato consiglio di partire con 600/700 metri ad inizio stagione per poi via
via andare ad aumentare.
Un ultimo consiglio di tipo organizzativo: comunicate sempre a qualcuno a casa dove
state andando e a che ora pensate di tornare.